Fobia dell’ombelico: esiste e si chiama omfalofobia

Fobia dell’ombelico: esiste e si chiama omfalofobia

ombelico: la paura dell'ombelico non permette di guardarlo
L’ombelico può creare paura e scatenare una vera e propria fobia.

Fastidio, malessere, angoscia, sono solo alcuni dei sintomi che prova chi ha paura dell’ombelico. Una fobia che, come tante, può sembrare assurda ma che invece esiste e crea disagio in chi ne soffre.

Nelle mie solite ricerche sul web la paura dell’ombelico ha attirato la mia attenzione. Come spesso accade, anche attorno a questa fobia ci sono molti aspetti non chiari: ho quindi deciso di approfondirli e leggere le testimonianze dirette di chi ne soffre.

Fobia dell’ombelico: cosa provoca la paura dell’ombelico.

Si parla di omfalofobia quando una persona ha paura dell’ombelico, proprio o altrui. In questo caso si tratta ovviamente di una paura irrazionale, non controllabile, che si scatena alla vista dell’ombelico o al contatto.

Come spiegatomi da un’amica psicologa e psicoterapeuta (a breve pubblicherò un’interessante chiacchierata che ho fatto con lei circa le fobie) è possibile soffrire delle fobie più disparate, anche se non riconosciute scientificamente come tali. Sarà compito dello specialista individuare durante i colloqui con il paziente le cause che scatenano la paura e il malessere e poter quindi proporre un percorso che aiuti il paziente a superare quella fobia.

La fobia dell’ombelico porta chi ne soffre a fare i conti con situazioni spiacevoli. Ad esempio:

  • Paura di toccare il proprio ombelico: la persona evita il contatto con il proprio ombelico perché ha paura di provare dolore o creare comunque una situazione dannosa.
    Questo a volte comporta anche difficoltà nel lavarsi perché si evita la zona dell’ombelico.
  • Paura nell’entrare in contatto con l’ombelico di un’altra persona, ad esempio il partner.
  • Fastidio nel guardare l’ombelico, il proprio o quello altrui.
  • Paura, irrazionale, che dall’ombelico possa fuoriuscire qualcosa, come ad esempio del sangue. In alcuni casi, si legge online, questa paura arriva addirittura a far pensare all’individuo che dall’ombelico possano fuoriuscire degli organi.
  • Difficoltà a frequentare ambienti dove la zona dell’ombelico viene tenuta scoperta, come piscine, spiagge, saune, ecc.

Cosa prova chi ha paura dell’ombelico?

Come per altre fobie, compresa la tripofobia alla quale è dedicata gran parte di questo sito, chi soffre di omfalofobia può avvertire sintomi più o meno intensi che variano da soggetto a soggetto.

Potete farvi un’idea visitando questo forum, nel quale ho trovato un’interessante discussione tra persone che dicono di aver paura dell’ombelico e raccontano la loro situazione: https://psicologia.alfemminile.com/forum/omfalofobia-paura-dell-ombelico-fd4783612

In generale chi soffre di omfalofobia dice di provare:

  • angoscia
  • ribrezzo
  • nausea
  • caldo e sudorazione
  • panico e agitazione
  • senso di impotenza
  • aumento del battito cardiaco
ombelico di donna con piercing
Immagine dell’ombelico di una donna, con piecing.

Cause dell’omfalofobia: perchè si può aver paura dell’ombelico?

Come spiegatomi dalla mia amica psicologa e psicoterapeuta, le cause possono essere molteplici e a volte non facili da individuare. Per questo motivo lo specialista “scava” nel passato di chi soffre di una fobia, alla ricerca di traumi o situazione pregresse che generano quella paura irrazionale.

Dalle varie testimonianze che si trovano in rete, si veda ad esempio il link poco sopra alla discussione su un forum femminile, si legge di cause di tipo fisico ma anche psicologico. Si parla ad esempio di traumi avvenuti alla nascita nella zona dell’ombelico, traumi fisici all’ombelico o nelle parti vicine accaduti durante l’infanzia, la separazione dalla madre immaginata nel momento in cui avviene il taglio del cordone ombelicale.

Ad ogni modo il consiglio è sempre lo stesso: non vergognarsi e rivolgersi ad uno specialista! Quando una paura irrazionale condiziona la vita e le attività di tutti i giorni, la miglior cosa è parlarne ad uno specialista che saprà sicuramente come aiutarci.

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